I prossimi eventi in libreria

Giu
21
Mer
2017
La città orizzontale
Giu 21@18:30–20:00
La città orizzontale

La città orizzontale: etnografia di un quartiere ribelle di Barcellona di Stefano Portelli

ne parliamo con Giacomo Pozzi e Andrea Staid

Ottocento case sulla riva del fiume che segna il limite estremo di Barcellona mostrano il lato oscuro della città più celebrata d’Europa. Mentre le ruspe del Comune le riducono in polvere, un gruppo di ricercatori tenta di recuperarne l’eredità, la memoria di lotta e di resistenza quotidiana.

Stefano Portelli è antropologo, nato a Roma nel 1976. Ha vissuto a Barcellona dal 2002 al 2012. Si è dottorato in urbanistica all’università Sapienza di Roma.

Nov
16
Gio
2017
Storia di Ordine Nuovo
Nov 16@18:00–20:00
Storia di Ordine Nuovo

Aldo Giannuli, Elia Rosati presentano

Storia di Ordine Nuovo  mimesis edizioni

a dialogare con gli autori Massimo Alberti, giornalista di Radiopopolare

Organizzazione extraparlamentare di estrema destra, gruppo terroristico, movimento clandestino. Il giornalista e storico Aldo Giannuli profondo conoscitore dei retroscena legati alla cosiddetta eversione nera, in collaborazione con Elia Rosati, brillante conoscitore del mondo della Destra Radicale, ripercorre nel dettaglio cosa è stato Ordine Nuovo e quale importante ruolo ha ricoperto nella strategia della tensione attuata da alcune frange dello Stato e dei Servizi Segreti italiani durante gli anni Settanta. I treni, le manifestazioni sindacali, gli edifici pubblici affollati di gente. L’eversione neofascista ha marchiato la storia del nostro paese utilizzando la strage come strumento per seminare terrore e instabilità politica. Eppure ancora oggi non conosciamo tutta la verità su alcuni terribili fatti di sangue come quelli di piazza Fontana e piazza della Loggia. Attraverso una precisa ricostruzione di vicende e personaggi, Giannuli riporta l’attenzione sulle fasi che hanno scandito l’attività dell’ascia bipenne, dalla sua nascita fino ad arrivare al 1974, anno successivo al decreto di scioglimento promosso dal ministro Taviani. Una storia parallela alle cronache “ufficiali”, che riaccende i riflettori su un’organizzazione troppo radicale per essere riconosciuta a livello pubblico dai vertici nazionali, ma estremamente abile nel muoversi tra le zone grigie della politica italiana

Aldo Giannuli, ricercatore in Storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano, è stato a lungo consulente delle Procure di Bari, Milano (strage di piazza Fontana), Pavia, Brescia (strage di piazza della Loggia), Roma e Palermo. Dal 1994 al 2001 ha collaborato con la Commissione Stragi ed è salito alla ribalta delle cronache giornalistiche quando, nel novembre 1996, ha contribuito alla scoperta di una gran quantità di documenti non catalogati dell’Ufficio Affari Riservati del Ministero dell’Interno, nascosti in quello che poi è stato definito come l’“archivio della via Appia”. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Il Noto servizio: Giulio Andreotti e il caso Moro (2009), Come funzionano i servizi segreti (2013), Da Gelli a Renzi (2016). aldogiannuli.it

Elia Rosati, svolge attività didattica e di ricerca presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano

 

dalle 18.00 brindisi con gli autori,  saranno inoltre disponibili i programmi e i materiali relativi a Bookcity2017. A seguire la presentazione del libro

Apr
10
Mar
2018
Odissea clandestina
Apr 10@18:30–20:00
Odissea clandestina

Presentazione del libro Partire. Un’odissea clandestina

ne parliamo con gli autori Traoré Mahmoud e Le Dantec Bruno

e con il traduttore Federico Brivio

Baldini e Castoldi editore

«Mangiando una paella con Bruno Le Dantec in una taverna popolare di Marsiglia ho capito di colpo che ero stufo di Parigi. Il mondo nuovo era lì, sul Mediterraneo. Quell’uomo e quel luogo erano perfetti per narrarlo.» Paolo Rumiz

La storia di Mahmoud Traoré è quella di migliaia di giovani africani che, attratti dal mondo globalizzato, si lanciano sulle strade dell’esilio a piedi o a bordo di taxi-collettivi, camion da bestiame, piroghe, lasciandosi alle spalle il Sahel, il Sahara, la Libia e il Maghreb.
Mahmoud ha impiegato tre anni e mezzo per percorrere la distanza che separa Dakar da Siviglia, mentre a un turista europeo sarebbero bastate poco più di tre ore di volo. E a Ceuta lo attende l’assalto alle «barriere di sicurezza»: nella notte fra il 28 e il 29 settembre 2005 centinaia di migranti irregolari si gettano sulle recinzioni e i fili spinati che li separano dall’Europa. La polizia apre il fuoco e lascia a terra molti morti, che sono morti senza volto, senza nome, senza identità. Ci sono sopravvissuti che provano a raccontare, ma ne escono solo frammenti di verità al servizio dei media. E così la loro testimonianza, velocemente, si affievolisce.
In cammino verso l’eldorado europeo dopo aver abbandonato l’idea di raggiungere la Costa d’Avorio, devastata all’epoca da una guerra civile, Mahmoud si imbatte in ogni sorta di sfruttatori: doganieri, guide, cacciatori di clienti, affittacamere, poliziotti corrotti, trasportatori, e, seguendo il ritmo intermittente del suo periplo – a ogni tappa, Mahmoud deve trovarsi un lavoro per poter proseguire il viaggio – si scopre una fiorente economia che specula sulle spalle dei più poveri fra i poveri.

«A poco a poco, riesci a indovinare le intenzioni delle persone fin dai loro primi gesti. Se lo sguardo è sfuggente, o se gesticolano troppo quando ti vengono incontro, è meglio diffidare. Se invece portano una mano all’altezza del cuore puoi provare a fidarti. La maggior parte delle volte, chi ti saluta con quel gesto ti invita poco dopo a sederti di fronte a lui per chiacchierare e ti offre volentieri il suo pane e i suoi fichi secchi.»

Mag
8
Mar
2018
Marielle Franco, la punta di un iceberg
Mag 8@18:30–20:00
Marielle Franco, la punta di un iceberg

Marielle Franco, la punta di un iceberg. Cosa succede in America Latina?

Ne parliamo con

Teresa Isenburg, docente di Geografia economico-politica all’Università di Milano

Nicoletta Manuzzato, curatrice del sito latinoamerica-online.it

Antonio Bruno, attivista Forum Sociale Mondiale

Mag
15
Mar
2018
CONGO, IL GRIDO DI UN POPOLO STRANGOLATO
Mag 15@18:30–20:00
CONGO, IL GRIDO  DI UN POPOLO STRANGOLATO

La situazione in Repubblica Democratica del Congo

ne parliamo con

Pierre Kabeza, sindacalista congolese

Raffaele Masto, giornalista Radio Popolare

La Repubblica Democratica del Congo è il più grande paese dell’Africa francofona. Ha immense risorse naturali e copre 2,3 milioni di km2. Il paese ospita quasi 77 milioni di persone, meno del 40% delle quali vive in aree urbane.

Il Congo si sta ancora riprendendo difficilmente da un conflitti scoppiato negli anni ’90 che è stato definito da tanti esperti il più mortale della storia africana, nonché della storia del pianeta dopo la seconda guerra mondiale. Eppure di quando sta avvenendo in Congo (RDC) poco o nulla riesce a filtrare sui media italiani.[1] Il dramma del Congo ha coinvolto tanti paesi e multinazionali provocando più di 8 milioni[2] di morti e al meno 4 milioni dei profughi interni che sono a casa loro. Un rapporto del Norwegian Refugee Council rivela che i conflitti e violenze nel 2017 hanno costretto 6,9 milioni di persone a lasciare le proprie case per divenire sfollati interni. Prendendo in considerazione questo dato, in Repubblica Democratica del Congo il numero dei profughi interni è superiore a quello di Siria e Iraq. Ecco il perché alcuni organi di stampa come Jeune Afrique, Radio France internazionale, Africanwees e anche la BBC africa[3] hanno considerato in 2017 il Congo come il primo paese del mondo con i suoi sfollati interni prima della Siria, purtroppo non solo sono abbandonati ma nessuno parla di loro.

Lo storico africano Kizerbo[4] aveva detto che Il Congo è vittima di un altro genere di spartizione dell’Africa di cui non si parla e non si dà pubblicamente un nome, ma che si attua attraverso l’invasione capitalista, soprattutto finanziaria nelle diverse aree del continente nero.

Questo dimostra chiaramente che il popolo congolese non interessa i grandi del mondo. Questi sono interessati della ricchezza naturale del Congo. Il conflitto in Congo viene sostenuto , appoggiato da queste grande multinazionale che hanno anche il sostegno dei loro paesi. Noi pensiamo che sia questo il motivo per il quale la sofferenza del Congo viene sempre dimenticata.

La situazione del Congo è come l’ha scritto Mughanda Muhindo è come un albero che nasconde la foresta. Infatti questa guerra si fa a tre livelli. C’è la supermente che è interessata alle risorse naturali per la sua economia e dunque il suo benessere. Per ottenere queste materie prime usano la mente che sono i paesi africani che sono vicino al Congo, vengono armati allenati dai grandi poteri . A loro volta questi paesi che fanno parte della mente usano i bracci che sono composti dai signori di guerra che sono o congolesi o stranieri che si fanno la guerra tra di loro per sfruttare i minerali a basso costo e venderli a basso costo per l’industria occidentale e cinese.

I congolesi sono dunque le vittime del benessere del mondo detto sviluppato.

Questi ultimi anni si parla anche della guerra di acqua. Quando i capi del mondo si sono riuniti in Sicilia in Italia in 2017, è uscito fuori il problema del prosciugamento del lago Ciad che fa parte delle cause che spingono i giovani africani a immigrare verso l’Europa. Per risolvere questo problema tutti si stanno riferendo al progetto italiano di Transacqua. Si tratta, in realtà, di un progetto che ha tre decadi di vita e che già negli anni 80 era stato pensato dalla società italiana di Bonifica. Il progetto provvede la costruzione di un canale di 2.400 km che dal bacino del fiume Congo porti le acque direttamente nel lago Ciad. Sicuramente se viene realizzato questo progetto , che saranno a pagare sono ancora i congolesi a livello ecologico e ambientale.

Lasciando la guerra il Congo è anche confrontato al problema politico. Come ho accennato prima gli elezioni previste nel 2016 non sono state tenute. Questo ha provocato tensione politiche tra i differenti protagonisti della scena politica congolese causando violenza e tanti morti. Per evitare il peggio la Chiesa Cattolica ha potuto fare una mediazione tra i differenti gruppi politici e la società civile per trovare una via di uscita. E stato dunque filmato l’ accordo di San Silvestro che apre una via pacifica per l’organizzazione delle elezione sicure, trasparente, democratiche e libere. Oggi il presidente al potere che ha finito il suo mandato da due anni non vuole applicare questo accordo. Ci sono state tante manifestazione organizzate dalla Chiesa che sono state represse nel sangue nell’indifferenza di tutti. Fino oggi i congolesi lottano per gli elezioni libere.

Pierre Kabeza

 

 

[1] Anna Pozzi, in La Guerra, Le Guerre (Viaggio in un mondo di conflitti e di mensogne), EMI , Bologna, 2004, p.117.

[2] Pierre Pean, Carnages: les guerres secretes des grandes puissances en Afrique, Ed Farad, Paris 2010, p.9.

[3] http://www.bbc.com/afrique/region-40002357

 

[4] Joseph Kizerbo, A quando l’Africa, EMI Bologna 2005, p.43

Giu
30
Sab
2018
Aro’
Giu 30@17:00–19:00

Adolfo Castelluccio presenta il libro Segni

Diario onirico visionario nello stesso tempo realista. Composizione ditirambica.

Presentazione con musica e lettura. Da questo libro nasce il concerto che porta in differenti luoghi, non mancate.

Lug
19
Gio
2018
Aperitivo estivo
Lug 19@18:30–21:30
Aperitivo estivo

Come di consueto un saluto prima di rompere le righe per l’estate più calda.

Vino in gentile omaggio
Birrette in sottoscrizione
Musica

Sconti del 15-20% per tutti i libri nuovi presenti in libreria!

Dalle 18.30

Ott
23
Mar
2018
KHINSHASA
Ott 23@18:30–20:00
KHINSHASA

Kinshasa.Una storia di adozione di Massimo Vaggi

assieme all’autore sarà presente lo scrittore Giuseppe Ciarallo

Il 25 settembre 2013 le autorità della Repubblica Democratica del Congo sospendono l’uscita dal Paese dei bambini che, in forza di una sentenza di adozione internazionale, sono in attesa di raggiungere i genitori. Inizia così per oltre cento famiglie italiane e per i loro figli un lungo periodo di angoscia e incertezza, durante il quale si verificano i fatti che nel romanzo sono raccontati in un modo relativamente libero, ma che nulla toglie alla loro veridicità. L’autore narra della polvere e dei mercati di Kinshasa, dei bambini che vivono nelle sue strade, degli istituti e delle persone che tra innumerevoli difficoltà offrono loro protezione. Racconta di un crimine e di un’inchiesta inconsueta, che non si affida all’evidenza delle prove ma al potere della parola. Una narrazione drammatica che tuttavia, nella dimensione sorprendente delle motivazioni che muovono i protagonisti, propone alle nostre fragili certezze un’inversione inedita di significati e valori

Interlinea editore

Nov
17
Sab
2018
Quale poesia
Nov 17@17:00–18:30
Quale poesia

Il ruolo della poesia oggi. Quale rapporto tra la poesia e i social network

a partire dalla silloge poetica La vita che si vede del poeta Antonello Sollai (controluna editore):

Federico Preziosi, musicologo  e Giuseppe Cerbino, curatore della silloge ci condurranno in questo viaggio

con il contributo di Massimo Germini, musicista (da anni chitarrista di Roberto Vecchioni), che tratterà il dialogo fecondo tra canzone d’autore e linguaggio poetico.

 

 

 

Gen
29
Mar
2019
Riot Not Quiet e Università della Strada, doppia presentazione!
Gen 29@18:30–20:00
Riot Not Quiet e Università della Strada, doppia presentazione!

Riot not Quiet – 365 Giorni di Rock al Femminile edito per CHINASKI EDIZIONI

Le donne hanno da sempre svolto un ruolo importantissimo e indiscusso nel campo della musica: donne grintose, determinate, “riottose” che hanno segnato un solco indelebile nella storia! Donne che hanno avuto il coraggio di raccontare i propri drammi, le proprie paure e incertezze in splendidi capolavori, vere e proprie valchirie del palcoscenico che hanno regalato al mondo intero una vera e propria rivoluzione all’interno del panorama musicale. Ad alcune va il merito di essersi esposte come portabandiera di fantastici movimenti, come nel caso del “Riot Grrrl” nato ad Olympia negli anni ’90 grazie alla fantastica Hanna Kathleen, frontwoman delle Bikini Kill,’ che hanno poi successivamente ispirato tantissime altre band qui menzionate. Questo Almanacco vuole essere una sorta di “bibbia” del Rock al femminile, un baluardo per coloro che vogliono approfondire le proprie conoscenze musicali in quest’ambito, con piccole “pilloline” in cui si ricordano momenti importanti e singolari delle femmine del Rock. Perché il Rock è Donna!!!

Laura Pescatori: Vegana e attivista antispecista, ha all’attivo il libro “Animalando”, una critica allo sfruttamento animale (umano e non umano) e conduce per Radio Onda d’Urto due trasmissioni: Navdanya, dallo stampo etico e culturale e Rebel Girl, dedicata al Rock femminile. Ideatrici nei primi anni ’00 della fanzine SUTA e organizzatrice di diverse edizioni del Lady Pink Festival, attualmente collabora con diverse testate fra cui Hardsounds.it come redattrice musicale nell’area Rock, Punk e Metal.

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Università della Strada – Mezzo secolo di controculture a Milano  edito per Agenzia X Edizioni a cura di Moicana

Cinquant’anni da Milano iniziò a popolarsi di beat, capelloni, hippie che ne corso dei decenni si sarebbero trasformati in freak e indiani metropolitani, e poi in punk, dark, post-punk, hip-hopper, rapper, raver… Grazie alla loro vivacità sorsero giornali, teatri, festival, radio libere, librerie, gallerie d’arte, centri sociali in case occupate; un insieme di iniziative e luoghi dove incontrarsi e produrre una propria cultura, ogni volta alternativa e di contestazione, dando vita a un caleidoscopio di esperienze. Cifra comune di tali milieu è stato un continuo nomadismo metropolitano, coinvolgente il centro quanto le periferie, che ha finito per caratterizzare l’intero tessuto urbano. Muovendosi sul sottile discrimine fra il legale e l’illegale, proponendosi ora in maniera sincronica ora diacronica, questi movimenti si sono sempre presentati come culture contro lo status quo, data l’esplicita volontà di ribaltare paradigmi e consuetudini.

Moicana: è un centro studi sulle controculture che si propone di tenere viva l’attenzione di studiosi, ricercatori, militanti, come come di semplici appassionati, sulle esperienze dell’underground in Italia e nel mondo tramite la pubblicazione di libri, l’organizzazione di convegni, reading e mostre, ma anche attraverso la raccolta di materiali d’archivio, testimonianze orali e iniziative di strada.

Interverranno per Moicana: Nicola Del Corno e Massimo Pirotta.