I prossimi eventi in libreria

Ott
12
Gio
2017
Ott 12@18:30–20:00

Giampaolo Cadalanu, curatore-inviato di La Repubblica

Rolla Scolari, collaboratrice de La Stampa

Emanuele Patti, Milano il mondo-Festival delle Culture

Un libro come I diari di Raqqa, più che utile, è fondamentale: perché lo sguardo di Samer, con la sua radicale umiltà, riporta l’attenzione sulla vita norma-le, sulla elementare richiesta di sopravvivenza senza tormenti, in una misura equilibrata di fede e di realtà.

Dall’introduzione di Giampaolo Cadalanu

Raqqa, Siria, capitale dello Stato Islamico. La vendita dei televisori è proibita, proibita ogni forma di libertà di immagine e di parola. Per chi parla coi giornalisti la pena è la decapitazione. Dal 2013 Samer, ventenne nato e cresciuto a Raqqa, resiste nell’unico modo possibile: scrivendo. Per raccontare e per non dimenticare. In una città dove scrivere è punito con la morte. Questo è il suo diario, arrivato criptato in In-ghilterra e diventato prima un libro edito da Penguin, e poi una web serie della BBC. I diari di Raqqa è la testimonianza di chi, giorno dopo giorno, ha voluto raccontare tutto lo squallore del fanatismo. L’edizione italiana, come quella inglese, è corredata dalle illustrazioni di Scott Coello

Samer (è uno pseudonimo) ha 24 anni. Fuggito da Raqqa, oggi vive in un cam-po profughi nel nord della Siria.

Giampaolo Cadalanu (Nuoro, 1958) è corrispondente dall’Iraq e dagli esteri per Repub-blica. Dopo avere vissuto a lungo in Germania, oggi vive e lavora tra Roma e il mondo.

Apr
19
Gio
2018
Come stai Compagno Mao
Apr 19@18:30–20:00
Come stai Compagno Mao

uno spettacolo a cura di Marco Dipuma e Federico Barbarossa

tratto dal libro di Gino Montemezzani

Come stai compagno Mao, un’autobiografia

Luglio 1960, Genova, Reggio Emilia, «il primo vero scossone del risveglio popolare». E Gino con altri compagni esce dal Pci, coerente all’idea di «una rivoluzione nella rivoluzione», dando vita a un gruppo comunista autonomo, il “Gruppo Proletario Luglio 60” del Lorenteggio: «Avevamo l’impressione di essere in Italia il primo gruppo di comunisti orfani del Pci di una certa consistenza locale». Qui, Gino accenna ai primi collegamenti “filocinesi” ed extraparlamentari e, poco dopo, si legge la pagina più sensazionale della sua biografia: l’incontro a Pechino nientemeno che con Mao in persona, avvenuto il 17 maggio 1964: «Colloquio pacato, senza effusioni, ma le questioni in discussione erano enormemente al di sopra della nostra statura». Al ritorno in Italia, Gino, che fa il camionista, partecipa a una discussione, e viene violentemente preso in giro quando, alla domanda «ma tu che ne sai? Tu l’hai visto come sta?» afferma che sì, Mao lo aveva incontrato e ci aveva parlato…

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