I prossimi eventi in libreria

Giu
29
Mer
2016
Fuoco dalla montagna
Giu 29@18:30–20:30
Fuoco dalla montagna

AVVISO: PER MOTIVI DI SALUTE DELL’AUTORE, LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “FUOCO DALLA MONTAGNA” NON SI TERRA’, CI SPIACE.

 

Omar Cabezas presenta

Fuoco dalla montagna
un classico della letteratura rivoluzionaria latinoamericana tradotto per la prima volta in Italia.

www.milieuedizioni.it

Mar
16
Gio
2017
Milano multietnica
Mar 16@18:30–20:00
Milano multietnica

Donatella Ferrario e Fabrizio Pesoli presentano

Milano multietnica. Storia e storie della città globale

sarà presente assieme agli autori Giorgio Bezzecchi consulente del Consiglio d’Europa per il Programma ROM-ACT Project

Una mappa della Milano di oggi, città sempre più multietnica. Più di 250mila cittadini stranieri provenienti da 160 differenti nazioni: il capoluogo lombardo è da tempo in linea con l’evoluzione di tutte le grandi metropoli europee e occidentali.
Il libro racconta i “nuovi” milanesi: gli immigrati che, ormai da diverse generazioni, hanno intrecciato la loro cultura di origine con quella della società che li ha accolti.
Vengono prese in considerazione le dieci comunità più numerose (Filippine, Egitto, Cina, Perù, Sri Lanka, Romania, Ecuador, Ucraina, Marocco, Bangladesh) e in aggiunta altre cinque, assai significative per il loro rapporto con la storia della città: Armenia, Senegal, Eritrea, comunità ebraica e comunità rom e sinti. Ciascuna di esse è presentata attraverso un breve profilo storico, sociale e culturale, seguito da testimonianze dirette, molto significative. Completano il testo numerosi approfondimenti e curiosità, oltre a una raccolta di ricette tipiche.
Un viaggio alla scoperta della bellezza di Milano, a volte appariscente a volte nascosta, città multietnica – e questo è il dato forse meno noto – da almeno cent’anni.

Link a Meravigli scheda www.meravigliedizioni.it/collane/scorci-e-memorie-collana/milano-multietnica-descrizione.html

Donatella Ferrario, milanese, dopo gli studi in Filosofia si è orientata verso discipline psicologiche/psicoanalitiche. Giornalista professionista, collabora con i Periodici San Paolo e cura una rubrica del mensile Jesus.

Fabrizio Pesoli, milanese, laureato in Filosofia, si divide tra un impiego in ambito assicurativo e il giornalismo free-lance, collaborando con le riviste Domus e Gentleman.

 

 

Ott
5
Gio
2017
L’eterno viaggiare. The balkan express journey
Ott 5@18:30–20:00
L'eterno viaggiare. The balkan express journey

Roberto Sallustio presenta il suo libro

Roma. Fine luglio. Gli esami universitari sono terminati, finalmente si torna a casa per le tanto attese vacanze. Due amici si salutano come fanno ormai da anni: uno scambio di regali, qualche battuta al volo e un ciao impregnato del profumo della bella stagione. Passano sette anni prima che i due incrocino nuovamente i loro sguardi. Il primo giorno di novembre di un anno complicato ma al capolinea, zaino in spalla e con una foto meticolosamente conservata nella tasca interna del suo cappotto, il protagonista decide di intraprendere un viaggio. Per raggiungere lei. Parte dal Nord-est Italia, attraversa gran parte della penisola balcanica e giunge in una piccola località costiera del Montenegro. Ma perché un’attesa così lunga? La vitale voglia di riabbracciarla, ‘rallentata’ da brevi permanenze in alcuni luoghi simbolo della ex Jugoslavia, è la matrice che fa di questo viaggio un vero e proprio balkan express journey, attraverso il quale vivere e rievocare emozioni, sentimenti, ricordi

 

Roberto Sallustio, classe 1984, è originario di Apricena (Fg). Nel 2010 consegue la laurea in Lingue e civiltà orientali presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza.” Nel 2012 si trasferisce a Trieste per motivi lavorativi. Frequenta i salotti letterari della città e, in uno di questi, conosce il celebre letterato Nicola Maria Latino. Ben presto acquisisce visibilità e credito all’interno del circuito accademico locale, tanto da essere introdotto dal Latino alla “Compagnia delle statue,” fondata da Joyce, Svevo e Saba. Stimolato dalle infinite conversazioni con questi e altri intellettuali sul complesso tema delle dinamiche sociali, decide di abbandonare la città per dedicarsi in prima persona all’approfondimento dell’argomento mediante esperienze dirette di viaggio. Attualmente vive a Milano.

Mag
15
Mar
2018
CONGO, IL GRIDO DI UN POPOLO STRANGOLATO
Mag 15@18:30–20:00
CONGO, IL GRIDO  DI UN POPOLO STRANGOLATO

La situazione in Repubblica Democratica del Congo

ne parliamo con

Pierre Kabeza, sindacalista congolese

Raffaele Masto, giornalista Radio Popolare

La Repubblica Democratica del Congo è il più grande paese dell’Africa francofona. Ha immense risorse naturali e copre 2,3 milioni di km2. Il paese ospita quasi 77 milioni di persone, meno del 40% delle quali vive in aree urbane.

Il Congo si sta ancora riprendendo difficilmente da un conflitti scoppiato negli anni ’90 che è stato definito da tanti esperti il più mortale della storia africana, nonché della storia del pianeta dopo la seconda guerra mondiale. Eppure di quando sta avvenendo in Congo (RDC) poco o nulla riesce a filtrare sui media italiani.[1] Il dramma del Congo ha coinvolto tanti paesi e multinazionali provocando più di 8 milioni[2] di morti e al meno 4 milioni dei profughi interni che sono a casa loro. Un rapporto del Norwegian Refugee Council rivela che i conflitti e violenze nel 2017 hanno costretto 6,9 milioni di persone a lasciare le proprie case per divenire sfollati interni. Prendendo in considerazione questo dato, in Repubblica Democratica del Congo il numero dei profughi interni è superiore a quello di Siria e Iraq. Ecco il perché alcuni organi di stampa come Jeune Afrique, Radio France internazionale, Africanwees e anche la BBC africa[3] hanno considerato in 2017 il Congo come il primo paese del mondo con i suoi sfollati interni prima della Siria, purtroppo non solo sono abbandonati ma nessuno parla di loro.

Lo storico africano Kizerbo[4] aveva detto che Il Congo è vittima di un altro genere di spartizione dell’Africa di cui non si parla e non si dà pubblicamente un nome, ma che si attua attraverso l’invasione capitalista, soprattutto finanziaria nelle diverse aree del continente nero.

Questo dimostra chiaramente che il popolo congolese non interessa i grandi del mondo. Questi sono interessati della ricchezza naturale del Congo. Il conflitto in Congo viene sostenuto , appoggiato da queste grande multinazionale che hanno anche il sostegno dei loro paesi. Noi pensiamo che sia questo il motivo per il quale la sofferenza del Congo viene sempre dimenticata.

La situazione del Congo è come l’ha scritto Mughanda Muhindo è come un albero che nasconde la foresta. Infatti questa guerra si fa a tre livelli. C’è la supermente che è interessata alle risorse naturali per la sua economia e dunque il suo benessere. Per ottenere queste materie prime usano la mente che sono i paesi africani che sono vicino al Congo, vengono armati allenati dai grandi poteri . A loro volta questi paesi che fanno parte della mente usano i bracci che sono composti dai signori di guerra che sono o congolesi o stranieri che si fanno la guerra tra di loro per sfruttare i minerali a basso costo e venderli a basso costo per l’industria occidentale e cinese.

I congolesi sono dunque le vittime del benessere del mondo detto sviluppato.

Questi ultimi anni si parla anche della guerra di acqua. Quando i capi del mondo si sono riuniti in Sicilia in Italia in 2017, è uscito fuori il problema del prosciugamento del lago Ciad che fa parte delle cause che spingono i giovani africani a immigrare verso l’Europa. Per risolvere questo problema tutti si stanno riferendo al progetto italiano di Transacqua. Si tratta, in realtà, di un progetto che ha tre decadi di vita e che già negli anni 80 era stato pensato dalla società italiana di Bonifica. Il progetto provvede la costruzione di un canale di 2.400 km che dal bacino del fiume Congo porti le acque direttamente nel lago Ciad. Sicuramente se viene realizzato questo progetto , che saranno a pagare sono ancora i congolesi a livello ecologico e ambientale.

Lasciando la guerra il Congo è anche confrontato al problema politico. Come ho accennato prima gli elezioni previste nel 2016 non sono state tenute. Questo ha provocato tensione politiche tra i differenti protagonisti della scena politica congolese causando violenza e tanti morti. Per evitare il peggio la Chiesa Cattolica ha potuto fare una mediazione tra i differenti gruppi politici e la società civile per trovare una via di uscita. E stato dunque filmato l’ accordo di San Silvestro che apre una via pacifica per l’organizzazione delle elezione sicure, trasparente, democratiche e libere. Oggi il presidente al potere che ha finito il suo mandato da due anni non vuole applicare questo accordo. Ci sono state tante manifestazione organizzate dalla Chiesa che sono state represse nel sangue nell’indifferenza di tutti. Fino oggi i congolesi lottano per gli elezioni libere.

Pierre Kabeza

 

 

[1] Anna Pozzi, in La Guerra, Le Guerre (Viaggio in un mondo di conflitti e di mensogne), EMI , Bologna, 2004, p.117.

[2] Pierre Pean, Carnages: les guerres secretes des grandes puissances en Afrique, Ed Farad, Paris 2010, p.9.

[3] http://www.bbc.com/afrique/region-40002357

 

[4] Joseph Kizerbo, A quando l’Africa, EMI Bologna 2005, p.43

Mag
31
Gio
2018
FLESHLIGHTS
Mag 31@18:30–20:00
FLESHLIGHTS

Per il ciclo FantaLesMots:

Ariase Barretta presenta  Fleshlights

Zurigo, una realtà distopica, un tempo indeterminato prossimo alla nostra era

un libro MeridianoZero

Il romanzo fa parte di una potenziale trilogia di romanzi distopici (Trittico trans-moderno), che ha
lo scopo di descrivere tre aspetti essenziali dell’ontologia dell’attualità (il termine trans-moderno,
nell’accezione della filosofa Rosa María Rodríguez Magda, è qui inteso come perennemente attuale
in quanto osservato in un’ottica non temporalmente contestualizzata): il conflitto tra sessualità e
potere, la dissoluzione del corpo post-umano e il rapporto tra pessimismo antropologico e politiche
normative

Ariase Barretta è Dottore di ricerca in Letteratura Ispanoamericana presso l’Università Complutense
di Madrid. Nel 2009 ha vinto il premio La voce dei sogni a cui ha fatto seguito la pubblicazione del
romanzo lirico Litany e il suo racconto Oscillazioni e parallelismi è stato selezionato per l’antologia
Unibook 2010. Nel 2011 ha partecipato al romanzo collettivo Camera 2013. Dello stesso anno è il
suo racconto Plexiglas, selezionato per la raccolta La paura fa 90, curata da Danilo Arona.
Negli ultimi anni ha pubblicato i romanzi, Darkene (2012), Psicosintesi della forma insetto (2014)
e H dalle sette piaghe (2015), premiato come miglior Noir al Festival “Giallo al centro” di Rieti, tutti editi da Meridiano Zero.

Ott
23
Mar
2018
KHINSHASA
Ott 23@18:30–20:00
KHINSHASA

Kinshasa.Una storia di adozione di Massimo Vaggi

assieme all’autore sarà presente lo scrittore Giuseppe Ciarallo

Il 25 settembre 2013 le autorità della Repubblica Democratica del Congo sospendono l’uscita dal Paese dei bambini che, in forza di una sentenza di adozione internazionale, sono in attesa di raggiungere i genitori. Inizia così per oltre cento famiglie italiane e per i loro figli un lungo periodo di angoscia e incertezza, durante il quale si verificano i fatti che nel romanzo sono raccontati in un modo relativamente libero, ma che nulla toglie alla loro veridicità. L’autore narra della polvere e dei mercati di Kinshasa, dei bambini che vivono nelle sue strade, degli istituti e delle persone che tra innumerevoli difficoltà offrono loro protezione. Racconta di un crimine e di un’inchiesta inconsueta, che non si affida all’evidenza delle prove ma al potere della parola. Una narrazione drammatica che tuttavia, nella dimensione sorprendente delle motivazioni che muovono i protagonisti, propone alle nostre fragili certezze un’inversione inedita di significati e valori

Interlinea editore

Nov
6
Mar
2018
EDUCHIAMOLI A CASA NOSTRA
Nov 6@18:30–20:00
EDUCHIAMOLI A CASA NOSTRA

Il bianco e i neri. Educhiamoli a casa nostra

Riccardo Malaspina e Luca R. Isa ci raccontano  quello che accade all’interno delle quattro mura delle comunità educative che accolgono i Minori Stranieri Non Accompagnati.

Il Bianco e i Neri è un libro che nasce con l’intento di raccontare la figura dell’educatore professionale e di divulgare la cultura pedagogica che ruota attorno alle comunità di minori stranieri non accompagnati. 

I 60 dialoghi, vero fulcro del libro, prendono forma attraverso 20 illustrazioni.
“Le immagini aiutano a descrivere una realtà che, al contrario del senso comune, riesce ad accogliere dentro di sé il bianco, il nero e le loro infinite sfumature”.

Gen
22
Mar
2019
2081
Gen 22@18:30–20:00
2081

Nell’anno 2081 l’istigazione al libero pensiero è un reato. (…) Gemma infatti non può più insegnare. Anche Jack fa il medesimo mestiere, subisce lo stesso destino e viene esiliato a tempo indeterminato a Lampedusa. (…) Una viene scaraventata nel regno dei morti. L’altro, invece, prelevato direttamente in classe, come se fosse un criminale della peggior specie, nell’aldiqua si trova a dover far fronte alle insidie di un altro genere di lotta (…). Simbolico e destabilizzante, il romanzo indaga i meccanismi perversi del potere e induce costantemente alla riflessione: ogni frase è una lapidaria sentenza e una vibrante denuncia dello squallore che caratterizza la società. (Gabriele Ottaviani)

Gianni Vacchelli, Scrittore e docente, ha pubblicato numerosi saggi: L’«attualità» dell’esperienza di Dante (2015), Dante e la selva oscura (2018) e opere narrative: Arcobaleni (2012), Eutopia, con M. Bellosta (2013), Generazioni. Storie di liberazione e abisso (2016), Alice danza nella notte (2018).

Maristella Bellosta ha insegnato a lungo, ha scritto testi per la scuola e ha collaborato con varie case editrici. Ha pubblicato Eutopia, con G. Vacchelli (2013), Jeannette (2015), Le avventure di Pantagruele (2018).