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Apr
20
Gio
2017
Dentro l’esodo, migranti sulla via europea
Apr 20@18:30–20:00
Dentro l’esodo, migranti sulla via europea

PER IMPEGNI DI LAVORO SOPRAGGIUNTI DELL’AUTORE L’INIZIATIVA E’ SPOSTATA A DATA DA DESTINARSI. VI COMUNICHEREMO AL PIU’ PRESTO UNA NUOVA DATA

 

Emanuele Confortin presenta

Dentro l’esodo, migranti sulla via europea

È il 2011 quando Emanuele Confortin conosce per la prima volta l’esodo, nelle pianure
del Pakistan meridionale sfiancate dalle alluvioni. Poi ancora più a nord, sulla via
per l’Afghanistan dove infuria la guerra ai talebani, causa di una continua emorragia di
esseri umani, costretti a fuggire dalle proprie case. Chiamateli come volete. Profughi,
rifugiati o migranti. Alle loro spalle c’è la guerra, e come un tizzone ardente brucia
senza sosta. Seguono persecuzioni, fame, miseria e cambiamenti climatici.
La via europea passa per il Medio Oriente. In Iran, Iraq e Turchia, quindi in Siria,
dove gli scontri hanno reso le case un inferno in terra. Partono in molti, centinaia di
migliaia, attraverso i deserti, le frontiere e il mare.
La loro sopravvivenza, l’essersi salvati ha avuto un costo, saldato con la vita dei figli,
dei fratelli e delle sorelle, dei padri e delle madri, degli amici inghiottiti dal luogo un
tempo chiamato Patria.
Solo l’esperienza diretta riesce a spiegare l’esodo. Vissuta sul campo, dall’Asia al
Mediterraneo, poi a nord, di confine in confine, nel fitto delle tendopoli o sulle strade
dei Balcani. L’importante è vedere, ascoltare e provare a comprendere le migrazioni
del nostro tempo.
In queste pagine, reportage e analisi si intrecciano come trama e ordito, proponendo
una narrazione precisa e documentata, arricchita da una selezione di foto indispensabile
per entrare con forza negli eventi, e cogliere appieno il valore di questa
testimonianza.
Emanuele Confortin è giornalista e fotoreporter indipendente, specializzato in Asia Meridionale.
Si occupa principalmente di aree di crisi, migrazioni, minoranze e strategie energetiche, pubblicando
per diversi quotidiani e riviste. Laureato in Lingue e Civiltà Orientali a Cà Foscari con
un lavoro di ricerca incentrato sulla figura dei grokch, gli oracoli del Kinnaur, distretto tribale
dell’Himalaya indiano. Parte dell’etnografia è stata pubblicata in ‘Mostri, spettri e demoni dell’Himalaya’,
a cura di Stefano Beggiora (Meti Edizioni). Ha lavorato in modo estensivo in India, in
Pakistan, Cina, Iran, Turchia, Palestina, Grecia e Balcani. Dal 2011 segue le rotte migratorie
che dall’Asia al Medio Oriente puntano in Europa. È direttore del blog Indika.it, cofondatore e
condirettore della rivista Alpinismi. Fa parte di Oficine Fotografiche.

Ott
12
Gio
2017
Ott 12@18:30–20:00

Giampaolo Cadalanu, curatore-inviato di La Repubblica

Rolla Scolari, collaboratrice de La Stampa

Emanuele Patti, Milano il mondo-Festival delle Culture

Un libro come I diari di Raqqa, più che utile, è fondamentale: perché lo sguardo di Samer, con la sua radicale umiltà, riporta l’attenzione sulla vita norma-le, sulla elementare richiesta di sopravvivenza senza tormenti, in una misura equilibrata di fede e di realtà.

Dall’introduzione di Giampaolo Cadalanu

Raqqa, Siria, capitale dello Stato Islamico. La vendita dei televisori è proibita, proibita ogni forma di libertà di immagine e di parola. Per chi parla coi giornalisti la pena è la decapitazione. Dal 2013 Samer, ventenne nato e cresciuto a Raqqa, resiste nell’unico modo possibile: scrivendo. Per raccontare e per non dimenticare. In una città dove scrivere è punito con la morte. Questo è il suo diario, arrivato criptato in In-ghilterra e diventato prima un libro edito da Penguin, e poi una web serie della BBC. I diari di Raqqa è la testimonianza di chi, giorno dopo giorno, ha voluto raccontare tutto lo squallore del fanatismo. L’edizione italiana, come quella inglese, è corredata dalle illustrazioni di Scott Coello

Samer (è uno pseudonimo) ha 24 anni. Fuggito da Raqqa, oggi vive in un cam-po profughi nel nord della Siria.

Giampaolo Cadalanu (Nuoro, 1958) è corrispondente dall’Iraq e dagli esteri per Repub-blica. Dopo avere vissuto a lungo in Germania, oggi vive e lavora tra Roma e il mondo.

Feb
14
Gio
2019
MetroMoebius
Feb 14@18:30–20:00
MetroMoebius

MetroMoebius, un viaggio fra luci al neon e porte che si chiudono a ghigliottina sotto l’asfalto milanese.

Testo, regia e montaggio di Angelo Miotto, Q-Code Magazine

Voce recitante di  Lorena Bisighini

Foto di Leo Brogioni

MetroMoebius è un progetto narrativo transmediale che nasce dentro i vagoni della
metropolitana. Osservazione quotidiana, scatti fotografici, un racconto e un progetto
audio.

Moebius, come il nastro a forma di infinito, che si può percorrere girando nell’otto senza
mai uscire, in un loop senza fine. Per questo MetroMoebius è il personaggio che si perde
nel metrò, è la quotidianità dei vagoni, i pensieri e le storie che abitano – sottoterra – la
metropoli.

Testi, audio, video e fotografie raccontano quel lieve straniamento mentale che
accompagna i viaggiatori della metropolitana. L’assenza di luce naturale, la mancanza di
un paesaggio oltre il finestrino, la serialità delle fermate, la condivisione spazio-temporale
tra sconosciuti ne fanno un mezzo di trasporto che per sua natura invita all’introspezione.
Il periodo che ci trascorriamo quotidianamente è un momento prezioso di transizione –
non solo fisica – tra dimensioni diverse: dall’ambito familiare a quello professionale, dal
momento dello svago a quello della concentrazione, e viceversa. Le persone che ci
circondano sul vagone hanno deciso di utilizzare la metropolitana per motivi ecologici,
economici, razionali legati al risparmio di risorse, di denaro, di tempo: con loro abbiamo
qualcosa in comune, anche quando non scambiamo nemmeno una parola.

MetroMoebius è stato pubblicato on-line nel 2015, in un sito web dove le foto e i video di
Leonardo Brogioni accompagnano il racconto di Angelo Miotto.

bit.ly/metromoebius

MetroMoebius radio project è del 2017, con Elio De Capitani voce recitante per le
frequenze di Radio Popolare Milano.

bit.ly/metromoebiusradioproject

Il libro MetroMoebius è stato pubblicato nel 2018 dalla casa editrice Milieu di Milano e
raccoglie le fotografie di Leonardo Brogioni e i testi di Angelo Miotto.
bit.ly/metromoebiusbook

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