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Ott
19
Mer
2016
Resistenze. Pratiche e margini del conflitto quotidiano
Ott 19@18:30–20:00
Resistenze. Pratiche e margini del conflitto quotidiano

In occasione del convegno

Il Fallimento dell’Efficacia, l’Efficacia dei Fallimenti. Per una comprensione delle produzioni politiche dal basso

del 20-21-22 ottobre 2016 organizzato dal laboratorio di ricerca L.A.M.PO. (Laboratorio Autogestito Multidisciplinare sulle Politiche dal basso)

presso il dipartimento di Scienze per la Formazione “Riccardo Massa”

Università di Milano-Bicocca

Pietro Saitta presenta Resistenze. Pratiche e margini del conflitto quotidiano Ombre Corte edizioni

Quali sono oggi le forme individuali e collettive con le quali si esprimono le resistenze, passive o attive, nelle relazioni di potere che attraversano lo spazio pubblico e privato delle nostre esistenze quotidiane? Utilizzando un vasto panorama di dati e studi etnografici, urbanistici e sociologici, in questo suo lavoro Saitta introduce il lettore al controverso problema delle “resistenze”, nel quale confluiscono temi come l’estetizzazione della subalternità, le emozioni legate alla rivolta o al silenzio, l’ideologia di chi osserva, il rapporto delle scienze sociali con il potere e il problema della scrittura e della creazione di mondi fatti a immagine e desiderio degli studiosi e della loro platea. Vengono così indagate le pratiche e le rivendicazioni organizzate o meno, individuali o collettive, occulte o visibili, semi-legali o criminali, di natura economica o postmaterialiste che si affacciano nello spazio delle relazioni economiche e in quello della città, producendo conflitto, evitandolo o negoziando margini silenziosi di autonomia.

Pietro Saitta è ricercatore in Sociologia Generale presso l’Università di Messina. È autore di numerosi studi nei campi dell’immigrazione, della sociologia urbana, della criminologia critica e dell’ambiente. Ha insegnato in varie università straniere e collaborato nella veste di consulente con importanti istituzioni di ricerca internazionali. Tra i suoi volumi più recenti: Spazi e società a rischio. Ecologia, petrolio e mutamento a Gela (Think Thanks, 2009), Quota zero. Messina dopo il terremoto: la ricostruzione infinita (Donzelli, 2013) e con Joanna Shapland e Antoinette Verhage ha curato Getting By or Getting Rich (Eleven International Publishing, 2013).

 

Dic
1
Gio
2016
La lotta di classe nel neoliberismo
Dic 1@18:30–20:00
La lotta di classe nel neoliberismo

incontro-dibattito

in occasione della presentazione del libro

La variante populista, lotta di classe nel neoliberismo di Carlo Formenti

 

con Carlo Formenti, Giorgio Cremaschi, Loris Caruso,  Lelio de Michelis e Damiano Palano.

 

Perché trincerarsi a difesa della democrazia, se viviamo in un regime postdemocratico costruito da decenni di guerra civile contro il lavoro? Prendere atto della sconfitta del movimento operaio non basta: occorre ammettere che tutte le sinistre (moderate, radicali e antagoniste) ne sono corresponsabili.Contro le ideologie partorite dalla «svolta linguistica» delle scienze sociali, che hanno sostituito la lotta per i diritti delle classi subordinate con l’impegno per i diritti individuali delle classi medie, occorre tornare alla parola «egemonia» di Antonio Gramsci. Dunque: occorre battersi per la sovranità popolare e nazionale contro le oligarchie transnazionali. E sconfiggere il populismo di destra con un nuovo populismo di sinistra.

Carlo Formenti è Sociologo, giornalista, scrittore e militante della sinistra radicale è autore di numerosi saggi su temi politici e sociali, fra i quali: Incantati dalla Rete (2000), Mercanti di futuro (2002), Cybersoviet (2008), Felici e sfruttati (2011) e Utopie letali (2013).

 

Nov
7
Mar
2017
Tunisia rivoluzionaria
Nov 7@18:30–20:00
Tunisia rivoluzionaria
Il bacino maledetto. Disuguaglianza, marginalità e potere nella Tunisia rivoluzionaria
ne parliamo con
Stefano Pontiggia, antropologo e autore
Valeria Verdolini, sociologa

Questo libro si occupa di analizzare una delle questioni considerate chiave nel processo che ha portato all’allontanamento del dittatore Ben Ali e che è sempre presente nel dibattito pubblico: l’idea secondo cui alcune parti del Paese si siano rivoltate perché marginalizzate, escluse dalla ricchezza e dallo sviluppo. Tra il 2014 e il 2015 l’autore ha vissuto alle porte del deserto allo scopo di rispondere ad alcune domande: che cosa significa essere marginalizzati in Tunisia? Come questa dinamica si riproduce giorno per giorno? E in che modo ha influenzato la storia recente non solo del Paese, ma di un’intera regione? Ciò che ne emerge è un ritratto approfondito del modo in cui la presenza dello Stato, le relazioni di potere a livello locale, la struttura sociale e la gestione del territorio concorrono a perpetuare disuguaglianza, disoccupazione e assenza di prospettive. Per comprendere la marginalità occorre ribaltare la prospettiva e non pensarla più come a un processo di esclusione sociale

Stefano Pontiggia è dottore di ricerca in Studi Umanistici e sociali presso l’Università di Ferrara (Scuola di Dottorato in Scienze Umane). Ha compiuto ricerche etnografiche in Italia e Tunisia. I suoi temi di interesse sono: processi di formazione dello Stato, disuguaglianza e relazioni di potere, violenza strutturale con un focus specifico sul Nord Africa.

Mag
24
Gio
2018
Le nostre braccia
Mag 24@18:30–20:00
Le nostre braccia

Le nostre braccia. Meticciato e antropologia delle nuove schiavitù

Con Andrea Staid

In questo libro Staid decostruisce il modello multiculturale attraverso interviste a lavoratori migranti: muratori, badanti, manovali, contadini e attivisti politici. Le nostre braccia al lavoro. Le braccia dei migranti che formano le fila dei nuovi schiavi, non sono semplicemente i cardini sui cui poggia il benessere delle società privilegiate. Sono ossa e muscoli di africani, sudamericani, asiatici, sono nervi e cervelli di donne e uomini che viaggiano per cambiare la loro vita. Le barriere vengono aggirate, gli ostacoli rimossi a fatica, gli individui s’incontrano e si mescolano in una babele di lingue e culture. Il meticciato è l’elemento fondamentale per oltrepassare la nozione stessa di identità, la principale minaccia che si contrappone alla riscoperta della ricchezza delle differenze. In un mondo scosso da tensioni epocali, l’impatto di questo fenomeno è crescente, studiarne le dinamiche significa comprendere le crisi e le possibilità della civiltà contemporanea in cui, mai come adesso, è necessario il dialogo, l’apertura allo scambio, l’interazione positiva, il cambiamento.

Andrea Staid è nato nel 1982 a Milano. Antropologo, insegna antropologia culturale e visuale alla Naba, dirige per Meltemi la collana Biblioteca /Antropologia. Per Milieu ha scritto I dannati della metropoli; Gli arditi del popolo; Abitare illegale, tutti ristampati più volte.
I suoi libri sono tradotti in Grecia, Spagna e Stati Uniti, e sono adottati in varie facoltà universitarie.

Apr
11
Gio
2019
L’origine negata
Apr 11@18:30–20:00
L'origine negata

L’origine negata. La soggettività e il Corano. Conversazione con l’autore Angelo Villa

“Recita il Corano: ‘Per questo prescrivemmo ai figli d’Israele che chiunque ucciderà una persona senza che questa abbia ucciso un’altra o portato la corruzione sulla Terra, è come se avesse ucciso l’umanità intera. E chiunque avrà vivificato una persona sarà come se avesse dato vita all’umanità intera’(V,32). Vivificare è, per l’appunto, dare vita.  Ma cosa significa dare vita se non permettere che nel corso di un’esistenza una soggettività sia possibile fosse anche nell’attesa di un bramato ritorno?  

 

Il Corano è il testo fondativo della religione musulmana. Libro più menzionato che conosciuto o, semplicemente, letto. E, per la verità, non solo dai laici. Conoscere il Corano significa accostarsi a un’opera cruciale che segna la storia dell’umanità. La realtà contemporanea ha conferito al libro sacro dell’Islam una crescente attualità. Da qui la necessità di confrontarsi con esso, per credenti e non. Quali questioni solleva per il lettore oggi? Come e di cosa gli parla? E, soprattutto, quale spazio apre o riserva per la soggettività individuale? La lente della psicoanalisi è lo strumento con cui “L’origine negata” tenta di rispondere a queste domande, indagando la tessitura del testo coranico, ricostruendone la genesi, reperendo le tracce essenziali del dettato divino che lo determina. Inconscio e religione sono messi tra loro in tensione per mostrare il ruolo che vi prende la sessualità nel determinare le condotte umane. Al termine del testo un’appendice sul trattamento clinico dei pazienti di fede musulmana.

Angelo Villa, psicoanalista, saggista, appassionato di musica. Si è laureato in Psicologia all’Università di Padova e ha conseguito il suo dottorato alla facoltà di Sciences de la vie di Losanna. La sua formazione psicoanalitica si è realizzata fra Parigi, Roma e Milano. È docente presso l’I.R.P.A. di Milano. Ha lavorato come psicologo clinico presso un’istituzione pubblica ed è supervisore di numerosi progetti in ambito sociale. è autore di numerosi articoli e testi specialistici. Per i tipi di Mimesis ha scritto: Pink Freud, Psicoanalisi della canzone d’autore da Bob Dylan a Van de Sfroos (2013).

 

 

Set
22
Dom
2019
Abitare (Im)Possibile
Set 22@16:30–19:30
Abitare (Im)Possibile

In questa occasione ci trasferiremo a Rob De Matt per la loro iniziativa Abitare (Im)Possibile, rassegna di libri di Controtempo e si parlerà di “abitare”.

con interventi di Andrea Staid (antropologo), Francesca Cogni (illustratrice), Paolo Cottino (architetto) e Gabriele Rabaiotti (ex Assessore alla casa oggi Assessore alle politiche sociali di Milano).

Set
27
Ven
2019
Colonialismo d’insediamento in Palestina e neoliberismo europeo a livello globale
Set 27@18:30–20:00
Colonialismo d'insediamento in Palestina e neoliberismo europeo a livello globale

ne discutiamo con Diana Carminati.

a partire dalla presentazione del  libro Una vita da eretico di Alfredo Tradardi, Derive Approdi editore

Un memoriale per Alfredo Tradardi. Un piccolo gesto tempestivo che ci ricordi chi è stato questo intellettuale «patafisico». Un libro capace di raccontare, in un mannello di pagine, la fisionomia complessa, sfaccettata di un «giusto», di un individuo coraggioso, estraneo a ogni forma di autocompiacimento, di egocentrismo, di esibizionismo, anche quando, da post-futurista, si metteva sulla scena, ma sempre nascondendosi dietro la causa che perorava.

e di Esclusi di Enrico Bartolomei, Diana Carminati, Alfredo Tradardi, Derive Approdi editore

La globalizzazione neoliberista del colonialismo di insediamento
La logica di eliminazione delle popolazioni sottomesse, tipica della fase attuale del neoliberismo, è il fondamento di questo libro che affronta il tema attualissimo del colonialismo d’insediamento.

 

Diana Carminati, già docente presso l’Università di Torino, ha curato progetti nella Striscia di Gaza. È coautrice, con Alfredo Tradardi, di Boicottare Israele: una pratica non violenta.