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Gen
12
Gio
2017
Gouren, la lotta Bretone
Gen 12@18:30–20:00
Gouren, la lotta Bretone

Dario Nardini presenta Gouren, la lotta Bretone. Etnografia di una tradizione sportiva

Ogni pratica corporea si anima e vitalizza in una cultura del corpo: oltre a un sapere tecnico-atletico, infonde ai propri praticanti un sistema di valori di riferimento, un’etica, uno stile di vita. Ancora più se l’attività implica una contrapposizione fisica, come nel caso della lotta, dove lo scontro assume una particolare significanza simbolica.
È il caso dell’antica lotta bretone, il gouren. Non solo un’attività motoria, ma una pratica che designa un’appartenenza, una tradizione; una cultura sportiva che si definisce per l’atteggiamento che promuove e i valori che trasmette.
A partire da alcuni temi centrali dell’analisi etnografica (il corpo, il contatto, la trasmissione della tecnica, la tradizione, la rivendicazione identitaria), l’Autore individua, in prospettiva antropologica, le coordinate culturali entro le quali, in seno all’orizzonte pratico e performativo del gouren, l’atterramento di un avversario diventa vittoria, una proiezione si fa tecnica di lotta, un tentativo di difesa produce sanzione, uno scontro fisico si erge a incontro relazionale, condivisione di intenti, legame affettivo, identificazione in un gruppo. Perché un movimento non è mai la semplice concretizzazione di uno schema biomeccanico, ma qualcosa di più: una tecnica del corpo, un gesto culturale.

Dario Nardini: dopo una tesi di laurea triennale dedicata al tema della festa, consegue la Laurea Magistrale in Antropologia, Storia e Linguaggi dell’Immagine presso l’Università degli Studi di Siena con una tesi sulla pratica sportiva del gouren. La tesi si aggiudica il Premio di Laurea Stefano Benetton e il Premio Etnographica. Attualmente è dottorando in Antropologia Culturale e Sociale presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, con un progetto di ricerca sulla disciplina del surf e in particolare sulle surfing culture(s), nel contesto di una ricerca comparativa tra la Gold Coast australiana e l’Aquitania. Nel corso della propria formazione, ha approfondito diversi ambiti dell’antropologia dello sport e della performance, con esperienze etnografiche maturate nell’ambito del judo, delle ultramaratone e del fitness.

Apr
11
Mar
2017
Come Schiavi in libertà: Zucchero e Capitalismo
Apr 11@18:30–20:00
Come Schiavi in libertà: Zucchero e Capitalismo

Raúl Zecca Castel  presenta

Come schiavi in libertà. Vita e lavoro dei tagliatori di canna da zucchero haitiani in Repubblica Dominicana

Arcoiris edizioni

Doppia produzione – libro e documentario – che coniuga allo stesso tempo l’indagine etnografica di rigore accademico alla denuncia sociale e politica, configurandosi dunque tanto come strumento metodologico di conoscenza quanto come rivendicazione militante dei diritti negati agli eterni dannati della terra.

Nel cuore della Repubblica Dominicana, a pochi chilometri da spiagge paradisiache, sorgono centinaia di comunità invisibili, baluardi della povertà e dell’emarginazione. A vivere qui, tra sterminate piantagioni di canna da zucchero, in baracche fatiscenti spesso prive di energia elettrica, acqua corrente e servizi igienici, sono i migranti haitiani, scappati a migliaia dal paese più povero e sventurato del continente americano con il sogno di trovare un futuro dignitoso oltre frontiera. Speranza vana, poiché in queste terre di nessuno sono costretti ad affrontare condizioni di vita e di lavoro quasi schiavistiche, tagliando canna da zucchero da mattina a sera per pochi soldi. 

Intrecciando analisi teorica e metodo etnografico a partire da un caso di studio circoscritto, questo libro-inchiesta ha il merito di indagare e allo stesso tempo denunciare quelle dinamiche politiche e macro-economiche che stanno alla base del moderno sistema capitalistico e che governano milioni di vite in tutto il mondo.

Raúl Zecca Castel è antropologo, videomaker e traduttore. Ha collaborato alla realizzazione di diversi documentari socio-antropologici per la RAI e la RSI viaggiando spesso in America Latina e non solo. Dopo aver lavorato nel Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) è ora impegnato nella ricerca accademica, dedicandosi al Dottorato in Antropologia Sociale e Culturale dell’Università Bicocca di Milano.

Giu
21
Mer
2017
La città orizzontale
Giu 21@18:30–20:00
La città orizzontale

La città orizzontale: etnografia di un quartiere ribelle di Barcellona di Stefano Portelli

ne parliamo con Giacomo Pozzi e Andrea Staid

Ottocento case sulla riva del fiume che segna il limite estremo di Barcellona mostrano il lato oscuro della città più celebrata d’Europa. Mentre le ruspe del Comune le riducono in polvere, un gruppo di ricercatori tenta di recuperarne l’eredità, la memoria di lotta e di resistenza quotidiana.

Stefano Portelli è antropologo, nato a Roma nel 1976. Ha vissuto a Barcellona dal 2002 al 2012. Si è dottorato in urbanistica all’università Sapienza di Roma.

Nov
20
Mar
2018
L’ABBRACCIO DELLA SIGNORA SOLE
Nov 20@18:30–20:00
L’ABBRACCIO DELLA SIGNORA SOLE

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Jasmine Irani L’abbraccio della signora sole Edizioni La Vita felice

con l’autrice saranno presenti:

Dott.ssa Parvaneh Hassibi, responsabile CASD (Centro ascolto e soccorso donna dell’Ospedale San Carlo di Milano)

Avv. Antonella Vitale

Avv. Maria Grazia Beretti

Jasmine Irani, una ragazza iraniana che come tanti ragazzi nel mondo cerca di vivere i suoi sogni.
Arriva in Italia, un Paese con una cultura diversa da quella delle sue radici. Nella più totale spensieratezza, Jasmine incontra a Milano la persona sbagliata che cerca, con la violenza, di seppellirle l’anima.
In questo libro Jasmine condivide la sua storia: come è riuscita a liberarsi da una prigione, isolata, senza ottenere nessun aiuto in un Paese totalmente sconosciuto.
Jasmine Irani, in queste pagine, vuole trasmettere forza e speranza a tutte quelle persone che stanno vivendo o hanno vissuto un’esperienza simile. Una donna, seppur fragile, può trovare una forza incredibile nel suo cuore.

Jasmine Irani è una donna iraniana nata a Teheran. Ha frequentato la scuola di Belle Arti nella sua città natale, con specializzazione in pittura. Nel 2005 parte per realizzare il suo grande desiderio di approfondire gli studi all’estero, frequentando quindi la facoltà di Architettura in Italia, presso il Politecnico di Milano. Attualmente lavora nel campo del disegno artistico e della pittura, con uno stile personale delicato e armonioso. Questo è il suo primo libro, scritto per condividere un episodio della sua vita, avvenuto al suo arrivo in Italia

 

Mar
19
Mar
2019
Il corpo delle donne con disabilità
Mar 19@18:30–20:00
Il corpo delle donne con disabilità

Il corpo delle donne con disabilità. Analisi giuridica intersezionale su violenza, sessualità e diritti riproduttivi ne parliamo con l’autrice Sara Carnovali e con Luisella Fazzi e Ilaria Sesana di Ledha.

 

Le donne con disabilità sono spesso vittime di discriminazioni multiple, a causa dell’intersezione tra fattore “disabilità” e fattore “genere”. Seguendo una prospettiva di tipo intersezionale, il volume parte dall’analisi dei diritti umani delle persone con disabilità, per poi intrecciarsi con le tematiche di genere e i Feminist Disability Studies. L’opera pone in luce i profili di maggiore rilievo costituzionale nella garanzia dei diritti fondamentali delle donne con disabilità che afferiscono alla dimensione del corpo, indagando i temi della violenza, della sessualità e dei diritti riproduttivi. Tali ambiti appaiono infatti quelli in cui le discriminazioni vissute dalle donne con disabilità risultano particolarmente pervasive, nonché quelli meno esplorati dalla dottrina, che possono pertanto offrire nuovi o diversi campi di indagine per il contrasto alle discriminazioni multiple

 

un libro Aracne editrice