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Ott
26
Gio
2017
Bee Happy
Ott 26@18:30–20:00
Bee Happy

Barbara Bonomi Romagnoli presenta

Beee Happy. Storie di alveari, miele, apiculture

Derive Approdi editore

“Veniamo dalla terra, torniamo alla terra, in mezzo c’è un giardino”. È sconosciuto l’autore di questo aforisma che si presta perfettamente a rendere l’idea di che cosa sia il mondo di queste individue danzanti. È dall’immagine circolare della copertina che inizia il racconto di Barbara Romagnoli per descrivere il mondo di questi preziosi insetti: la danza come linguaggio; la mente collettiva del super organismo come modalità per esistere; la cura che ricevono da apicoltrici e apicoltori; il loro ruolo fondamentale per l’agricoltura e per l’esistenza degli esseri viventi sulla Terra; i saperi e le conoscenze che si intrecciano con i prodotti dell’alveare (cera, miele, polline, propoli e pappa reale); le culture espresse da una nuova generazione che ha scelto di dedicarsi all’apicoltura; le donne, sempre di più; gli aromi dei mieli uniflorali e i mieli millefiori, i colori del polline.
Come per il vino e la cultura materiale, per parlare di apicultura, dell’etica della sua produzione e dell’ambiente nel quale essa avviene, oggi occorre farlo lasciando parlare quella generazione che torna in campagna munita di un sapere urbano, capace di guardare alla tradizione e di tradirla con nuove culture e nuove pratiche

Barbara Romagnoli, giornalista e scrittrice, collabora da free lance con numerose testate scrivendo di ecologia e femminismo. È autrice di Irriverenti e libere. Femminismi nel nuovo millennio (Editori Riuniti 2014) e fa l’apicultrice.
Mag
22
Mar
2018
Disgusto
Mag 22@18:30–20:00
Disgusto

ce ne parlano  i Camillas 

modera l’autore e giornalista Valerio Millefoglie.

Sulla scorta dello scritto di David Hume, On the standard of taste

Qualcosa che aleggia sulla bocca, differente dalla fame e dalla sete, e rivela la ripugnanza verso la dimensione informe della vita; un concetto che nomina l’abiezione del corpo per i suoi confini, ma anche raffinato strumento di distinzione in grado di mettere in scacco l’estetica del buon gusto.

Tutto questo, e molto altro, materializza alcuni dei significati più suggestivi della parola “disgusto”.
Categoria prediletta dell’arte contemporanea, musa dionisiaca della poetica più anticonformista il disgusto diventa in questo libro il cimento per la critica estetica e antropologica e per l’invenzione letteraria. Con Andrea Mecacci, Valentina Lusini, Francesco Bianconi e I Camillas.

Edizioni Grenelle